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MILANO
Galleria Poleschi


27 ottobre 2005 - 22 gennaio 2006




Si incentra
sui momenti più originali della vita artistica di Roberto
Crippa la mostra a lui dedicata dalla Galleria Poleschi di Milano,
dal 27 ottobre 2005 al 22 gennaio 2006.
L'esposizione
consente di approfondire attraverso una trentina di opere la carriera
dell'artista, dalla poetica spazialista delle spirali al successivo
periodo della poetica dell'oggetto, in cui l'elemento materico -sughero
e collage- contribuisce a dare alle sue creazioni una corposità
tutta particolare.
Ed
ecco dunque capolavori come i due oli su tavola dal titolo Geometrico
del 1950; le celebri Spirali, serie di oli su tela realizzati nel
1952. A proposito di queste opere Tino Gipponi nel testo in catalogo
commenta: "la sua invenzione delle 'spirali' svolte nella gestualità
di geroglifici astrali di liberi vortici e di ellissi, di matasse
e grovigli, verso la fine degli anni Quaranta manifesta la completa
adesione all'assunto del movimento Spaziale. I primi quadri con
i 'buchi' di Fontana risalgono al 1949 e nello stesso giro di tempo
appaiono i 'concetti spaziali' e le 'spirali' che più tardi
lo stesso autore, in una delle rare dichiarazione di poetica, scritta
nel 1955 nell'occasione della sua mostra alla galleria del Naviglio
di Milano, definirà quali discorsi nello spazio".
Il
percorso prosegue con le opere che concludono gli anni Cinquanta
e si aprono alla matericità: i collage di sughero su tavola
come La palizzata del 1959 e Personnage del 1960, oltre a molte
straordinari lavori polimaterici, da Rocce del 1965 a Eclisse del
1966. Di Raffaele De Grada leggiamo a proposito di tali opere: "non
si può fare a meno di accorgersi, davanti a queste carte
ferite da legni, a questi simboli totemici del consumismo a questi
personaggi arborei tagliati [
] che in Crippa si era fatta
luce una inquietudine che noi usiamo chiamare surreale".
La
resa della corporeità attraverso l'uso di tecniche materiche
negli anni '60 porta ad avvicinare Crippa a Burri, ed è Crippa
stesso a spiegare il proprio percorso: "Burri svolge una ricerca
tecnica e spaziale, ma pura, astratta. A me invece interessa qualcosa
di molto più vicino a noi, di più umano. [
]
Credo che al simbolo tenda piuttosto la mia composizione. Essa diventa
la rappresentazione emblematica dell'uomo d'oggi".
Affiancano
la mostra rari libri con sue preziose illustrazioni, come "La
rondine Charlot", dedicato a Charlie Chaplin con poesie di
Raffaele Carrieri, e "Air pour Roberto Crippa" di Robert
Lebel, con litografie a colori dell'artista, oltre a piccoli volumi
di Alexandre Jolas, Arturo Schwartz e cataloghi delle mostre che
hanno visto Crippa protagonista in spazi pubblici e privati.
Ed
infine, a testimoniare i rapporti di amicizia che legarono l'artista
a personaggi di spicco come Ungaretti, Tàpies, Dova, Minguzzi,
Ballo, Barnard, si possono ammirare alcune fotografie che ritraggono
Crippa in compagnia di amici illustri. Accompagna la mostra un catalogo
edito da Poleschi con presentazione di Tino Gipponi.
Cenni
biografici
Roberto
Crippa nasce a Monza nel 1921 e frequenta l'Accademia di Brera dove
ha come insegnanti Carpi, Funi e Carrà. A Milano nel 1948
partecipa alla Triennale e alla Biennale di Venezia, dove ritorna
anche nel 1950. Dopo gli studi intraprende numerosi viaggi e incontra
a Parigi Victor Brauner, a New York Max Ernst e Duchamp.
A Milano frequenta, invece, Lucio Fontana e firma il terzo dei manifesti
dello spazialismo "Proposta di un regolamento" . Nel 1951
firma il "Manifesto dell'Arte Spaziale" e conosce a New
York il gallerista Alexander Jolas, che gli organizzerà mostre
personali dalla cadenza annuale. Partecipa a esposizioni personali
e collettive a New York, Milano, Firenze, Venezia, Zurigo, Stoccolma.
Nel 1954 è presente alla Biennale di Venezia e alla X Triennale
di Milano; espone poi a New York. Nel 1955 espone al Naviglio di
Milano i polimaterici. Nel 1956, oltre alla Biennale di Venezia,
partecipa a mostre collettive a Tokyo, Hiroshima, Amsterdam, Madrid
e a personali a Parigi e Roma. Frequenta New York, Londra e Buenos
Aires per tutto il 1957, anno in cui realizza i primi sugheri, cortecce
e legni, e prosegue la realizzazione di ferri, bronzi, pezzi in
acciaio dal contenuto neo-primitivo e simbolico. Nel 1958 partecipa
alla Biennale di Venezia, e l'anno seguente persegue un intenso
itinerario espositivo in tutto il mondo.
Nel 1960 inaugura la produzione di polimaterici, collages con sugheri,
giornali, veline plastificate e altri materiali. Intensa l'attività
espositiva in Giappone, Olanda, Stati Uniti, Australia, Francia.
Nel 1962, durante un volo acrobatico, si frattura le gambe e per
un anno è costretto all'uso di stampelle. Nonostante ciò
partecipa alle mostre a Losanna, New York e Parigi. Fino al 1967
espone in tutto il mondo; in quell'anno la Rhodesia gli dedica un
francobollo. Nel 1968 è invitato alla Biennale di Venezia
e alla Biennale di Mentone. Segue poi un fitto iter espositivo in
Italia e all'estero, a cui affianca la passione per il volo acrobatico.
Nel 1972 muore tragicamente nel corso di un volo acrobatico.

Roberto
Crippa, Spirali, 1952,
olio su tela, cm 160x128
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