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MILANO
Galleria Poleschi Arte
Foro Buonaparte, 68
25 ottobre
2007 - 18 gennaio 2008




Con
la presentazione della mostra Morlotti e Chighine. Opere scelte
la galleria Poleschi Arte indaga la stagione artistica che nel capoluogo
lombardo, intorno alla metà del secolo scorso, segnò
il cammino della pittura italiana verso i linguaggi della modernità,
nel tempo del rapido progresso aperto al confronto internazionale.
Le opere selezionate dal curatore Tino Gipponi rappresentano
i più significativi momenti espressivi di Ennio Morlotti
(1910-1992) e di Alfredo Chighine (1914-1974), focalizzando un percorso
che descrive la vicenda di due protagonisti assoluti dell'arte italiana.
E' il 1938 quando Morlotti, nativo di Lecco, si trasferisce
a Milano dove entra a far parte del gruppo Corrente con Cassinari,
Guttuso, Birolli e compagni. Con circa 20 opere la mostra privilegia
il suo decennio felice tra gli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta,
con quadri significativi tra i quali Vegetazione del 1956,
Sterpi del 1958, Granoturco del 1959 e Paesaggio
del 1964. In questi dipinti l'esaltazione fisica del colore-materia
accosta un riecheggiamento del referente esterno ai fermenti della
ricerca informale da vero "ultimo naturalista", secondo
la definizione di Francesco Arcangeli.
Una
lezione, quella dell'informale europeo, pienamente recepita da Chighine,
rappresentato qui da circa 20 opere, a partire dalla prima fase
che agli inizi degli anni Cinquanta lo vede già privilegiare
gli effetti di segno, gesto e materia: significativi, a questo proposito,
sono Figura verticale del 1954, Composizione ocra verde del
1956, Spirali intrecciate del 1957, senza escludere Rocce
di Positano del 1959. "Successiva sarà la fase -scrive
in catalogo Tino Gipponi- distillata con un accento più personale
e meditato, liricamente distesa in una struttura compositiva più
semplificata in pezzature giustapposte, con la materia mai inerte
stesa con la spatola nella varietà risonante di colori maturi,
profondi, smaltati, di vitrea lucidità o di increspata granulosità".
A proposito della mostra il curatore commenta: "Ennio Morlotti
e Alfredo Chighine sono due vicende umane e artistiche differenti,
legate però da un sottile filo che nella diversità
le accomuna, simili nella prontezza con cui hanno saputo cogliere
i fermenti innovativi della ventata postguerra".
In
occasione della mostra viene pubblicato un catalogo edito
da Poleschi Arte con un testo di Tino Gipponi.

Chighine,
Rocce di Positano, 1959 olio su tela,
cm. 65x81
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