|
MILANO
Palazzo Reale
18
giugno - 9 ottobre 1994
La
mostra nasce dall'intensa collaborazione di più enti promotori:
la Curia Arcivescovile di Milano ( Ufficio Beni Culturali), la Soprintendenza
ai Beni Artistici e Storici di Milano, la Pinacoteca di Brera, il
Comune di Milano (Settore Cultura e Spettacolo) e la SNAM, sponsor
della manifestazione.
Il lavoro congiunto di questi enti, la cui fattiva collaborazione
è di per sé un elemento di novità e di speranza
nel panorama culturale milanese, offrirà al grande pubblico
un importantissimo evento di storia dell'arte e del collezionismo
milanese tra Rinascimento e Barocco. Sarà possibile infatti
vedere riunita, dopo quasi due secoli dalla sua separazione, la
grande "quadreria" che il cardinale Cesare Monti, Arcivescovo
di Milano dal 1635 al 1650 e successore di Federico Borromeo, aveva
lasciato in eredità agli arcivescovi di Milano, suoi successori.
Attualmente la collezione Monti si trova divisa in due sedi: il
nucleo numericamente più consistente è ancora conservato
nel Palazzo Arcivescovile di Milano. E' il nucleo meno noto e meno
accessibile e sarà una vera sorpresa vedere emergere da esso
capolavori di Tintoretto, Guido Reni, Guercino, Jusepe Ribera, Cerano,
Morazzone, del Procaccini, ecc.
La seconda parte della collezione è emigrata in due successivi
momenti a Brera: in età napoleonica nel 1811 e nel 1836.
In essa sono compresi alcuni dei più celebri dipinti della
Pinacoteca Braidense (Correggio, Bramantino, Solario, Luini, Gaudenzio,
Morazzone, Cerano, Giulio Cesare, Procaccini) e sarà anche
qui una sorpresa constatare che questi famosissimi quadri in realtà
fanno parte della più grande e antica collezione seicentesca
milanese a noi pervenuta dopo l'Ambrosiana.
La mostra, dunque, si promette di spettacolare effetto perché
offre al pubblico la possibilità di vedere ricongiunti i
due nuclei della quadreria, di ammirare quindi alcune delle più
alte espressioni della pittura italiana tra '500 e '600 e di approfondire
con esse un capitolo ancora poco noto della grande civiltà
del collezionismo milanese nel Seicento.
Saranno presenti 116 opere tra dipinti, disegni e arazzi, prevalentemente
a soggetto sacro con l'aggiunta di qualche ritratto e di nature
morte (84 pezzi provengono dalla raccolta dell'Arcivescovado, 31
dalle sale e dai depositi della Pinacoteca di Brera e 1 dal Museo
del Duomo di Milano, ovvero il grandioso e celebre "Cristo
tra i dottori" del Tintoretto). Le opere sono tutte altamente
rappresentative delle scuole leonardesche lombarde, del '500 emiliano
e veneto, dei manieristi e del primo Seicento lombardo, emiliano
e genovese, con la raffinata appendice di un "gabinetto dei
disegni" e di un piccolo nucleo di quadri, nature morte e arazzi
fiamminghi.
Accanto ai dipinti sarà possibile inoltre ammirare una sezione
documentaria dedicata al Cardinale Monti collezionista, con inventari
manoscritti e a stampa, antiche guide di Milano, incisioni dedicate
a episodi importanti della vita del porporato, provenienti dall'Archivio
Capitolare del Duomo, dalla Raccolta Bertarelli di Milano, dalla
Biblioteca Braidense e dal Museo di Milano.
La mostra è stata resa possibile grazie al lungimirante intervento
finanziario della Snam, la quale non solo si è presa cura
di sostenere l'allestimento della rassegna, ma ha incoraggiato con
generosità il lungo lavoro di restauro di quasi tutti i dipinti
della collezione Monti, lavoro che si e protratto per oltre tre
anni.
Giulio Cesare Procaccini, Maddalena penitente
e un angelo,
1615 ca., olio su tela, cm 136x99,5
|