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LORETO (AN)
BASTIONE SANGALLO, PIAZZA GARIBALDI, GIARDINI
DI PORTA MARINA
5
aprile - 3 maggio 2009
La
mostra Inventario Contemporaneo. Maria Cristina Carlini,
curata da Carlo Franza, nell'antica città di Loreto,
espone sculture monumentali, di cui una inedita, di
Maria Cristina Carlini realizzate in acciaio corten, tronchi e rami
di alberi, oltre a bozzetti e gigantografie.
La
rassegna rientra nell'evento "Il Percorso della Scultura -
Due" ideato e curato da Carlo Franza, promosso dal Comune di
Loreto che grazie alla realizzazione di un Museo all'aperto della
Scultura Contemporanea internazionale fa vivere il legame tra il
Rinascimento italiano che alberga in questo spirituale Santuario
lauretano e la simbologia del nostro tempo.
Nel
prestigioso Bastione Sangallo è allestita la mostra che ospita
tre paraventi policromi, numerosi bozzetti in grès e in bronzo
che illustrano il significativo percorso creativo dell'artista fatto
di segni, erosioni, abrasioni, tagli, unioni che rimandano a sensazioni
primordiali: dalla toccante "Scenografia Praga" in bronzo
alla significativa "Gaza" in grès, fino ad "Abbraccio".
I bozzetti sono affiancati da gigantografie (180x180 cm) che rappresentano
le sue opere, fra cui la coinvolgente "Muro".
In Piazza Garibaldi spicca la grande composizione scultorea Bosco
del 2008 in acciaio corten, piombo e rami che entra in sintonia
con il mito della natura e della terra.
Nei
Giardini di Porta Marina, nello spazio esterno antistante le Antiche
Cantine del Bramante del Palazzo Apostolico si ammira la scultura
monumentale Pellegrini del 2009 in acciaio corten (cm 250x140x400
h), splendido inedito creato appositamente per l'occasione
e particolare omaggio di Maria Cristina Carlini alla città
che custodisce la Casa della Vergine lauretana e a tutti i pellegrini
del mondo che vi giungono. L'imponente scultura verrà inaugurata
ufficialmente alla presenza delle autorità domenica 3 maggio
2009 e resterà esposta in permanenza.
La
mostra è promossa dal Comune di Loreto, Gabinetto del Sindaco
ed Assessorato alla Cultura.
Carlo
Franza nel testo afferma: "tutta la sua produzione è
una specie di riflessione sul tema del monumento, come luogo dove
il tempo concreto viene proiettato nel tempo mitico e dove lo spazio
ordinato ritualmente diventa centro del mondo. La tensione complessa
con la quale gli oggetti e i manufatti sono scoperti, creati, messi
in correlazione, e costruzioni-installazioni come il "Bosco",
lasciano leggere le opere come aperte, infinitamente estensibili,
facendovi spesso confluire le culture plastico-architettoniche che
avevano colpito la sua immaginazione (vedi Gaza) . Lo stesso "Bosco"
portato in mostra ha una valenza culturale forte, perché
diventa tracciato di quei boschi d'alloro che in terra marchigiana
accolsero nei primi anni del secondo millennio la Casa di Nazareth,
luogo di memorie e di vita, luogo di culture e di religiosità,
e luogo di materiali che si leggono a vista ancor oggi persino nei
mattoni di cotto visibili al visitatore. D'altronde i materiali
che spesso Maria Cristina Carlini usa nelle sue sculture-installazioni
vanno dall'impasto di terra, argilla e creta prima di essere messe
in forno per la cottura, fino a materiali come ferro, acciaio e
piombo, ecc.; materiali taluni che se hanno scarsa tradizione artistica,
presentano però associazioni vive del Novecento, vale a dire
energia, struttura, movimento, progresso".
Accompagna
la mostra un catalogo editato da Artegraf - Vimodrone con
testo critico di Carlo Franza.

Maria Cristina Carlini, Scenografia, 2008
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