MARIA CRISTINA CARLINI. Colloquio
a cura di Vincenzo Sanfo


JINAN
Shandong University of Art and Design
16 luglio - 31 agosto 2010
TIANJIN

QUARTIERE ITALIANO
1 maggi
o - 28 giugno 2010



Dopo la Città Proibita di Pechino, le sculture monumentali di Maria Cristina Carlini continuano il loro 'cammino' attraverso la Cina e arrivano a Jinan, capitale della Provincia di Shandong.
Si inaugura giovedì 15 luglio e prosegue sino a martedì 31 agosto l'esposizione personale "Maria Cristina Carlini. Colloquio" che viene ospitata presso la Shandong University of Art and Design, fondata a Jinan nel 1973. In occasione dell'apertura della mostra, l'università conferisce a Maria Cristina Carlini l'onorificenza per la sua attività artistica e di promozione della cultura italiana contemporanea in Cina.
Due sculture monumentali, Fortezza e Legami, sono esposte all'interno del moderno complesso universitario mentre nel museo dell'università è allestita una mostra di opere di dimensioni più piccole, accompagnate da un gruppo di pannelli didattici ad illustrare la creatività della scultrice milanese.
Legami (2009, cm 470x280x270), allude alla complessa dimensione delle relazioni umane: due parallelepipedi monolitici in acciaio corten uniti da un materiale duttile e flessibile come il piombo.
Molto significativa è anche Fortezza (2008, acciaio corten, cm 440 h 500 Ø) nelle cui pareti sono aperte delle fenditure profonde che consentono di osservare la scultura anche al suo interno per coinvolgere così l'osservatore non solo da un punto di vista spaziale, ma anche temporale.
Quest'ultima opera è destinata a rimanere presso l'università come dono personale dell'artista.
All'inaugurazione saranno presenti, oltre a Maria Cristina Carlini, il Governatore della Provincia di Shandong, Han Yuqun, il Presidente della Shandong University, Pan Lusheng, il Presidente dell'Istituto Nazionale d'Arte Contemporanea, Anselmo Villata e Vincenzo Sanfo, Direttore del Centro Italiano per le Arti e la Cultura.
L'arte contemporanea di Maria Cristina Carlini viene accolta con entusiasmo in Cina per il suo alto contenuto culturale che 'dialoga' con questa grande nazione dalla tradizione millenaria.
Sabato 17 luglio viene ufficialmente inaugurata a Tianjin - gemellata con la Lombardia - la scultura monumentale Letteratura (2007, acciaio corten, resine, cm 500x250x250) posizionata in permanenza all'interno del Quartiere Italiano che, costruito agli inizi del XIX secolo, è l'unico esempio di architettura neorinascimentale in Cina. L'opera si trova a pochi metri dalla sede locale dell'Istituto Italiano di Cultura.
All'evento parteciperanno l'artista, le autorità locali, fra cui la Direttrice dell'Istituto Italiano di Cultura, Barbara Alighiero, Anselmo Villata e Vincenzo Sanfo.

Il Quartiere Italiano di Tianjin
Costruito tra il 1902 ed il 1945 e posto lungo il fiume Hai tra i Quartieri Francese ed Austro-ungarico, il Quartiere Italiano di Tianjin costituisce un unicum di architettura italiana in Cina, di stampo marcatamente versiliese: gli architetti che nella prima metà del '900 costruirono i vari edifici si ispirarono infatti dichiaratamente allo stile liberty e all'art decò che caratterizzava le costruzioni coeve dei viali di Viareggio e delle località vicine.
Oggi il quartiere si presenta completamente ristrutturato, nel rispetto di tutte le architetture originali preesistenti, con 137 edifici su un'area di 130. 000 mq, e si propone come sede di diverse attività, dal business alla cultura, al tempo libero, dal settore ristorazione e shopping al turismo per divenire in questo modo il nuovo punto di riferimento dell'intera città, quarta in Cina per dimensione.
Tra gli edifici più interessanti si segnalano il Consolato, a tutt'oggi sede della rappresentanza italiana, l'ex Caserma Carlotto, le scuole risalenti agli anni trenta. È bene anche ricordare che le vie sono tuttora note con una doppia denominazione sino-italiana: Piazza Regina Elena con tanto di Monumento alla Vittoria nella prima guerra mondiale; Corso Vittorio Emanuele III; Piazza Dante; Corso Trento e Trieste e viale Carlotto.
Ancor oggi non è raro incontrare per le strade del quartiere qualche italiano impiegato al consolato o nelle numerose ditte di import/export che hanno sede in questo vero e proprio porto franco che è Tianjin.


Maria Cristina Carlini, Legami II, 2010,
acciaio corten e piombo, cm 250x350x460