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TIANJIN
QUARTIERE
ITALIANO
1 maggio
- 28 giugno 2010



Reduci
dal successo ottenuto nella Città Proibita di Pechino, le
sculture monumentali di Maria Cristina Carlini vengono accolte
nella suggestiva cornice del Quartiere Italiano di Tianjin,
fino al 28 giugno 2010, nella mostra personale "Dialogo tra
giganti" curata da Vincenzo Sanfo.
La
rassegna si snoda nelle strade del quartiere costruito agli inizi
del XIX secolo ed unico esempio di architettura neorinascimentale
in Cina.
Le opere imponenti si inseriscono con armonia all'interno di Tianjin,
città gemellata con la Lombardia che ha trovato nella creatività
dell'artista milanese una delle più alte manifestazioni della
scultura italiana contemporanea.
Allo stesso tempo l'abilità di Maria Cristina Carlini di
attingere alla realtà quotidiana e di rimanere legata ai
temi reali fa della sua arte un linguaggio universale ed internazionale
comprensibile anche alle più lontane latitudini.
In tal senso, spicca la scultura Legami, dalle enormi dimensioni
di cm 470x280x270, che allude alla complessa dimensione delle relazioni
umane: due parallelepipedi monolitici in acciaio corten uniti da
un materiale duttile e flessibile come il piombo.
Tra
gli elementi fondanti della poetica della scultrice troviamo il
tema dell' "accoglienza": nelle sue opere è infatti
spesso possibile entrare e uscire, sbirciarvi all'interno attraverso
aperture e spiragli. Maria Cristina Carlini coinvolge così
l'osservatore non solo da un punto di vista spaziale, ma anche temporale
stimolandolo a trascorrere del tempo con le sue sculture.
A tale proposito, particolarmente significative sono le opere Out
& Inside, una sorta di breve labirinto in acciaio corten dalle
alte mura (cm 200x185x400) che si è spinti a percorrere con
un senso di vertigine, e Fortezza nelle cui pareti sono aperte delle
fenditure profonde che consentono di osservare la scultura anche
al suo interno, rendendola meno inespugnabile di quanto il titolo
potrebbe lasciare pensare (acciaio corten, cm 440 h -
500 Ø).
Omaggio
alle grandi culture italiana e cinese, di cui le sculture di Maria
Cristina Carlini si fanno ponte ideale, è l'opera Letteratura
in acciaio corten dalle grandi dimensioni di
cm 250x500x250.
Il
Quartiere Italiano di Tianjin
Costruito tra il 1902 ed il 1945 e posto lungo il fiume Hai tra
i Quartieri Francese ed Austro-ungarico, il Quartiere Italiano di
Tianjin costituisce un unicum di architettura italiana in Cina,
di stampo marcatamente versiliese: gli architetti che nella prima
metà del '900 costruirono i vari edifici si ispirarono infatti
dichiaratamente allo stile liberty e all'art decò che caratterizzava
le costruzioni coeve dei viali di Viareggio e delle località
vicine.
Oggi il quartiere si presenta completamente ristrutturato, nel rispetto
di tutte le architetture originali preesistenti, con 137 edifici
su un'area di 130. 000 mq, e si propone come sede di diverse attività,
dal business alla cultura, al tempo libero, dal settore ristorazione
e shopping al turismo per divenire in questo modo il nuovo punto
di riferimento dell'intera città, quarta in Cina per dimensione.
Tra gli edifici più interessanti si segnalano il Consolato,
a tutt'oggi sede della rappresentanza italiana, l'ex Caserma Carlotto,
le scuole risalenti agli anni trenta. È bene anche ricordare
che le vie sono tuttora note con una doppia denominazione sino-italiana:
Piazza Regina Elena con tanto di Monumento alla Vittoria nella prima
guerra mondiale; Corso Vittorio Emanuele III; Piazza Dante; Corso
Trento e Trieste e viale Carlotto.
Ancor oggi non è raro incontrare per le strade del quartiere
qualche italiano impiegato al consolato o nelle numerose ditte di
import/export che hanno sede in questo vero e proprio porto franco
che è Tianjin.

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