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REGGIO
EMILIA
Chiostri di San Domenico
Via Dante Alighieri, 11
18 novembre 2001 - 7 gennaio 2002
Oltre
cento opere illustrano il percorso artistico della mostra "Burri",
promossa dal Comune di Reggio Emilia - Musei Civici e dalla Fondazione
Burri, ospitata nelle sale dei Chiostri di San Domenico a Reggio
Emilia dal 18 novembre 2001 al 7 gennaio 2002.
Curata da Maurizio Calvesi e da Chiara Sarteanesi
l'esposizione offre un ampio panorama dell'intensa attività
di Burri dai primi lavori degli anni '50 al '94, anno che precede
la scomparsa dell'artista, attraverso molte opere di grandi dimensioni
realizzate con tecniche e materiali diversi: dai sacchi al legno,
al ferro, alla plastica, alle combustioni, ai cellotex, fino all'ultima
creazione dei Cretti e Oro presentati al pubblico unicamente nel
giugno 2000 dalla Fondazione Burri in occasione della mostra delle
opere inedite del Maestro.
In mostra anche un consistente nucleo di opere multiple realizzate
in parte con tecniche tradizionali (incisioni - acqueforti, acquetinte
- litografie, calcografie, serigrafie) in parte direttamente dall'artista,
come i più recenti Multiplex del 1981 e Monotex del 1993,
in cui Burri elimina la mediazione dello stampatore assemblando
personalmente i cartoncini e ottenendo così una differenziazione
della superficie, altrimenti non conseguibile con le tecniche a
cui normalmente fa riferimento la grafica. Per la prima volta sono
esposti insieme i libri d'artista, in edizione limitata,
con opere originali e grafiche che mostrano uno degli aspetti diversi
del percorso artistico di Burri.
Le opere tutte provenienti da Città di Castello, dalla Fondazione
voluta e creata da Alberto Burri nella sua città natale,
consentono un'ampia riflessione sui significati dell'arte contemporanea
e sul mondo artistico del maestro.
Il percorso inizia dalla Sala del Brolo con le opere dei primi anni
cinquanta, tra cui i Sacchi, i due lavori Rosso e Nero SC3 che mostrano
la parallela ricerca sul colore; e il Gobbo del 1953 caratterizzato
da protuberanze ottenute tramite l'inserimento, fra il telaio e
la tela, di elementi metallici.
Le opere tutte di grandi dimensioni esposte nella Mascalcia presentano
gli esiti della ricerca dell'artista negli anni sessanta e vedono
l'introduzione di nuovi materiali - legno, ferro, plastica - e l'utilizzo
di una nuova tecnica, la combustione. La Sala delle Carrozze documenta
il percorso artistico di Burri dalla metà degli anni settanta,
attraverso i cicli dei Cretti e dei Cellotex. Nei Cretti e Oro la
superficie materica è frammentata: il controllo delle dimensioni
della crettatura è guidato dal dosaggio del caolino che produce
spaccature secondo un preciso progetto dell'artista. Nei Cellotex
la volontà di sperimentare si concentra su un materiale particolare,
normalmente utilizzato per realizzare pannelli isolanti, che viene
trasformato in pittura, in alcuni casi attraverso un trattamento
della superficie materica atto a renderla accidentata, in altri
tramite l'incisione. Nelle opere dell'ultimo ciclo Cretto e Oro
Burri si ricollega alla tradizione dei fondi d'oro bizantini e rinascimentali,
e allo stesso tempo crea l'ultima innovazione linguistica.
Nell'Atrio nella Sala delle Colonne e nelle due Gallerie l'esposizione
di opere di grafica e di libri consente di seguire parallelamente
il percorso stilistico dell'artista. Negli anni ottanta si registra
il ritorno del colore: il ciclo Sestante, rappresentato in mostra
dalla omonima cartella di 16 serigrafie, è il risultato di
alcune delle infinite combinazioni a cui gli abbinamenti di forme
e colori possono dare vita. Le Combustioni, realizzate con tecnica
acquaforte e acquatinta, dimostrano in modo straordinario lo sconvolgimento
del tradizionale linguaggio dell'arte operato dall'artista. Lungo
tutto il percorso il visitatore è accompagnato da alcune
gigantografie di Burri, ritratto mentre lavora dal fotografo
e amico Aurelio Amendola.
L'esposizione è documentata da un catalogo a cura di Chiara
Sarteanesi edito a Città di Castello da Petruzzi con testi
critici di Maurizio Calvesi, Chiara Sarteanesi, Giuliano Serafini,
Italo Tomassoni e fotografie di Aurelio Amendola. La
medesima casa editrice ha pubblicato la maggior parte dei cataloghi
di Burri sotto la direzione dell'artista, compresa l'opera omnia
"Contributi al catalogo sistematico" del 1990.
Accompagnano la mostra significativi eventi collaterali, conferenze,
dibattiti e un innovativo progetto didattico, realizzato in collaborazione
con Reggio Children e Re Mida, che consente ai ragazzi delle scuole
di incontrare e conoscere l'arte di Alberto Burri, uno dei maggiori
esponenti del XX secolo.
La
mostra è stata interamente realizzata grazie al contributo
di: Coopsette, Esselunga, ACI Reggio Emilia
Organizzazione: Esagramma s.r.l.
in collaborazione con: Comune di Reggio Emilia - Musei Civici e
Fondazione Palazzo Albizzini -
Collezione Burri
Giovedì
29 novembre 2001 alle ore 18.00 - Maurizio Calvesi Conferenza sul
tema "Alberto Burri" - Teatro Municipale Valli - Sala
degli Specchi - Reggio Emilia

Alberto
Burri, N. 3 rosso plastica, 1961
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