FRANÇOIS-MARIE BANIER


MILANO
Triennale di Milano viale Alemagna, 6
Fondazione Mudima via Tadino, 25
6 maggio - 30 luglio 2000

Oltre 180 opere illustrano il lavoro fotografico e pittorico di François-Marie Banier in mostra presso la Triennale di Milano e la Fondazione Mudima attraverso un percorso artistico di fotografie in bianco e nero, fotografie scritte, fotografie dipinte e quadri a olio.
L'esposizione curata da Dominique Stella e da Gino di Maggio, prodotta dal Centre Culturel Français di Milano e dalla Fondazione Mudima, attraverso la duplice esposizione nelle due sedi milanesi, offre l'opportunità di conoscere e approfondire l'opera di un artista francese dei giorni nostri riconosciuto per l'originalità del suo lavoro.
Nella sede della Triennale di Milano sono presentati 130 lavori tra fotografie in bianco e nero, foto scritte e fotografie dipinte che rappresentano vent'anni del lavoro di François-Marie Banier. Presso la Fondazione Mudima si possono ammirare 50 opere che comprendono sia le tele a olio che le fotografie dipinte, tutte opere realizzate in questi ultimi anni.

François-Marie Banier è nato a Parigi nel 1947, la sua personalità si afferma in un primo momento con la scrittura attraverso la creazione di un linguaggio personale col quale inventa un mondo composto di parole e immagini, legato alle esperienze del passato e del presente. All'età di vent'anni viene considerato uno scrittore di valore e come tale viene riconosciuto da personalità quali François Mauriac e Louis Aragon. Nel 1963 incontra Salvador Dalì che riconosce le sue capacità e lo esorta a sviluppare il suo talento. I primi scatti risalgono al 1962, seguono nel 1991 le fotografie scritte (in certi casi il testo nasconde completamente la fotografia), nel 1994 appaiono i primi quadri e successivamente nel 1996 le fotografie dipinte. Dipinge su foto in bianco e nero e più recentemente su foto a colori. I suoi lavori sono fondati sul concetto del tempo, infatti nel corso degli anni, segue con la macchina fotografica personaggi famosi quali Silvana Mangano, Yves St. Laurent, Nathalie Serraute, Marcello Mastroianni, oppure anonimi. Di se stesso scrive: "fotografare è scrivere in modo definitivo per l'eternità un viso, un corpo. Fotografare vuol dire ritrasmettere le proprie gioie, i propri dolori, i propri interrogativi, la propria forza, la propria individualità (...) La mia pittura non è che me stesso allora, tutta la libertà mi è concessa (...). Una fotografia è una lotta con la verità, con un'emozione, una lotta di una frazione di secondo."
Nel 1991 il pubblico scopre il suo lavoro in una mostra personale al Centre Pompidou di Parigi, da allora le mostre si susseguono in tutto il mondo: nel 1994 lo troviamo al Bunkamara a Tokyo e nel 1998 alla biennale della Fotografia di Mosca.
II Gruppo L'Oréal ha accompagnato in questi anni lo sviluppo dell'opera artistica di François-Marie Banier e ha assicurato il suo sostegno alle diverse esposizioni dell'artista sia in Europa sia in America Latina.
La mostra François-Marie Banier esposta nelle sale della Triennale e della Fondazione Mudima proviene dal Centro Culturale della Recoleta di Buenos Aires in Argentina dove è stata aperta al pubblico nei mesi di marzo e aprile del 2000, precedentemente è stata presentata alla Pinacoteca di San Paolo in Brasile nel 1999, al Museo d'Arte Moderna di Rio De Janeiro nel 1999 e al Wurttembergischer Kunstverein di Stoccarda in Germania nel 1998- 1999.


François-Marie Banier, Le fauteuil vide, 1999,
fotografia dipinta, cm 160x110