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Venezia
CA'
ZENOBIO DEGLI ARMENI - DORSODURO 2596
7 giugno - 22 novembre 2009



Inaugurata
nell'ambito della 53. Biennale di Venezia, apprezzata dal pubblico
e dalla critica quale evento straordinario e unico, la mostra di
disegni di Francis Bacon intitolata La Punta dell'Iceberg
è ospitata a Cà Zenobio degli Armeni a Venezia, già
sede del Padiglione della Repubblica Araba Siriana.
La rassegna -curata dal celebre critico d'arte inglese Edward
Lucie-Smith e da Alberto Agazzani- presenta un 'corpus'
di 20 disegni inediti su carta di grandi dimensioni
(alcuni misurano sino ad un metro per un metro e mezzo), con firma
autografa di Francis Bacon che delineano una galleria di personaggi
umanamente mostruosi tipici dell'iconografia del celebre pittore
irlandese scomparso nel 1992.
Alcuni anni fa (2003-2004) questi disegni -e molti altri- furono
i protagonisti di un provvedimento penale, intentato per stabilire
definitivamente l'autenticità dei disegni stessi. Fino ad
allora era universalmente ritenuto assodato che Bacon solitamente
non disegnasse e, se lo faceva, distruggesse immediatamente i suoi
disegni, ma anche questa affermazione risultò non del tutto
veritiera e queste carte, in realtà, sembravano essere solo
una parte dell'attività artistica di Francis Bacon disegnatore,
"la punta di un iceberg" secondo la definizione del critico
baconiano David Sylvester.
Nell'ambito del processo molte furono le testimonianze e le perizie
finché nel 2004 il tribunale chiuse l'inchiesta con una sentenza
di assoluzione nei confronti del proprietario, Cristiano Lovatelli
Ravarino, amico intimo di Bacon, dal quale egli asseriva di aver
ricevuto in regalo il voluminoso plico di disegni in oggetto. Si
sentenziò che una parte dei disegni recano la firma di Francis
Bacon e, quindi, non possono ritenersi falsi.
Il famoso critico d'arte britannico Edward Lucie-Smith sostiene
che gli straordinari disegni della raccolta Lovatelli Ravarino sono
opere complete in sé ed indipendenti e non studi preliminari.
E afferma "si stravolge ciò che conoscitori e studiosi
di Bacon hanno costruito intorno alla sua arte, infatti l'interpretazione
comunemente accettata della sua carriera viene così capovolta:
Bacon non è più uno sciamano magico esistenzialista,
ma qualcosa di molto più vicino ad un normale artista".
E' affascinante -e forse ovvio- a questo punto chiedersi cosa il
gruppo di disegni in esposizione possa significare nel contesto
generale dell'opera del controverso artista irlandese. I personaggi
non sono ben delineati ma in alcuni di essi sono riconoscibili -con
tutta la loro potenza espressiva anche in quei pochi tratti- i suoi
celebri Papi e il tema della Crocifissione, che sono tra i lavori
più noti e discussi.
"La forza di un'immagine si misura dalla sua capacità
di penetrare l'occhio e così d'insinuarsi nell'anima di chi
l'osserva. -commenta Alberto Agazzani- E' come un virus che attacca
l'uomo attraverso la vista e ne ammorba l'anima, procurandogli un
turbamento senza cura. Bacon in questo è stato l'untore più
spietato del Novecento, dando forma visibile ai mostri, alle inquietudini,
alle mostruosità ed ai turbamenti non tanto o solo di un'intera
epoca, ma dell'umanità intera ed amplificandone il potere
ammorbante, la contagiosità attraverso la pittura."
Accompagna la mostra un catalogo edito da Christian Maretti
Editore con testi critici di Edward Lucie-Smith e Alberto Agazzani.
L'esposizione è organizzata da Bit Art Gallery e si avvale
del contributo di Sofisa.
Informazioni al pubblico
AGG Communication: Nicoletta 327.2071964

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