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MILANO
Galleria Montrasio Arte
9 maggio - 28 giugno 2008
Presso la galleria Montrasio Arte di Milano si inaugura la mostra
Anselmo. Scultura 1948-1968. La suggestiva retrospettiva
celebra l'affascinante creatività dello scultore Anselmo
Francesconi. La mostra è la prima di una serie che condurrà
ad ammirare l'intera produzione dell'artista. L'esposizione è
incentrata sul percorso di Anselmo attraverso una selezione di significative
opere in bronzo, gesso e pietra che ripercorrono
le prime tappe di una carriera feconda e di grande vitalità.
I
lavori esposti presentano una serie di soggetti il cui tema dominante
è quello della donna, in particolare nel suo ruolo di madre,
come in Mater Mundi I, un bronzo del 1950 in cui Anselmo coglie
con rara sensibilità l'imponenza delle forme e la dolcezza
del gesto di una futura madre che si posa la mano sul grembo.
La Maternità con cuffia, del 1954, è un esempio di
come la creatività dell'artista abbia plasmato la materia
in un insieme di forme che sembrano prendere vita. Nei bronzi Grande
maternità e Piccola maternità in piedi Anselmo propone
scene di vita quotidiana concentrandosi sui teneri gesti tra madre
e figlio. Dello stesso materiale è l'Uomo che legge e il
Ritratto d'artista-Umberto Folli, entrambi del 1954, in cui lo scultore
esplora nuove vie per rappresentare la figura umana. Attraverso
uno studio attento della fisicità, i personaggi, nelle loro
pose, non perdono mai l'identità e mantengono ben saldo il
contatto con la realtà.
Nelle opere della seconda metà degli anni Cinquanta l'artista
procede nella sperimentazione e nella ricerca di differenti materie
da plasmare, siano esse porfido, lava, pietra o terracotta. Si possono
così ammirare Torterre e Maternità Panarea in cui
la pietra è uno stimolo per dare libero sfogo alla creazione
di forme nuove.
Che si tratti della figura delicata di una madre con un bambino
o delle membra adagiate della splendida Amazzone del 1956, così
carica di sensualità, tutta l'opera di Anselmo è espressione
di un'alta sensibilità e di un talento molto apprezzati a
livello internazionale.
Anselmo
Francesconi ha esposto in importanti sedi museali in Italia e all'estero
come a New York, Londra, Parigi, Losanna, Ginevra e Teheran.
In galleria è disponibile un esaustivo catalogo che
illustra l'intero percorso artistico dello scultore e comprende
un saggio critico di Flavio Arensi.
Cenni
biografici
Anselmo
Francesconi 1921 - 2004
Nato a Lugo di Ravenna, frequenta, contro il volere paterno, il
Liceo Artistico e si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bologna
dove si laurea nel 1945. Nello stesso anno parte per Milano, e frequenta
l'Accademia di Belle Arti di Brera dove si laurea in pittura con
Aldo Carpi. Sempre a Brera riprende gli studi di scultura con Marino
Marini, laureandosi con lode nel 1950. Non avendo il sostegno materiale
e morale della famiglia, si mantiene in quegli anni lavorando e
sfruttando le numerose borse di studio e le vincite dei premi ai
quali partecipa. Infatti grazie a una borsa vinta per lo studio
della scultura iberica parte per la Spagna per poi stabilirsi a
Parigi dal 1951.
In seguito a un viaggio in Sicilia visita le isole Eolie che saranno
determinanti per la sua creatività: dal 1955 in poi, infatti,
vivrà tra Parigi e Panarea creando prevalentemente opere
scultoree. Tra il '59 e il '62 dà vita a una intensa produzione
di disegni e di schizzi che verranno tradotti in scultura negli
anni '80 con la realizzazione della "Selva" e delle grandi
"Identità" (persone-alberi-animali di tre/quattro
metri).
Nel decennio tra il '54 e il '64 tiene importanti mostre a New York,
Parigi e Ginevra, ottenendo un grande successo di critica e di pubblico.
Nel 1965 è a Teheran invitato a partecipare ad una mostra
internazionale di pittura in commemorazione del genocidio degli
Armeni: per l'occasione Maurice Pianzola, direttore del Museo d'Arte
e di Storia di Ginevra, espone le opere di Anselmo intitolate "Il
Massacro" e presenta il catalogo con Marco Valsecchi e Matta.
Successivamente Anselmo si dedica ad un altro ciclo pittorico che
René Berger, direttore del Museo Cantonale di Belle Arti
di Losanna chiamerà "Telantropo". Nel 1979 lo stesso
Berger inviterà Anselmo ad esporre nella prestigiosa sede
svizzera. "Telantropo" sta a indicare un uomo che ha perduto
la propria integrità, che si allontana da se stesso e che
in tale alienazione diventa un robot. In seguito in Svizzera realizza
le vetrate della chiesa di Grangette e, più tardi, le pitture
murali della chiesa di Chapelle Sur Oron. Fino alla metà
degli anni '80 prosegue l'attività espositiva con una prevalenza
di mostre di pittura incentrate sui "cicli" quali: "Le
porte, "Le Maschere", i "Baccanali" e "Dinamici".
Nel 1988 espone a Ravenna e al Museo di Bulle in Svizzera una esaustiva
mostra antologica accompagnata da un catalogo con testo critico
di Giorgio Seveso. Nel 1998 la Scoletta della Cattedrale di Padova
e l'Europa Zentrum di Meissen in Germania espongono "Il Massacro".
Dal 1996 al 2004 Anselmo ha vissuto e lavorato a Milano.
Informazioni
al pubblico Galleria Montrasio Arte Tel. 02.878448
montrasio@montrasioarte.com www.montrasioarte.com

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