SCULTURA NATURA
ORIENTE OCCIDENTE
a cura di Luciano Caramel


AGLIE' (TORINO)
Castello di Agliè
1 giugno - 12 ottobre 2008



Scultura Natura. Oriente Occidente è il titolo dell'importante rassegna internazionale ambientata nell'antico parco del Castello Ducale di Agliè dal 1 giugno al 12 ottobre.
La mostra, curata da Luciano Caramel, allarga la sua dimensione cosmopolita e riunisce autori contemporanei di differente provenienza. La selezione è nata dalla volontà di approfondire le relazioni che intercorrono tra natura e scultura e, soprattutto, dal desiderio di indagare le influenze che origini e tradizioni tanto dissimili esercitano sulla creatività di ognuno. Ne scaturiscono sculture e installazioni, di cui diverse create appositamente per l'occasione.

Prosegue così con rinnovato entusiasmo il ciclo biennale "Scultura Internazionale ad Agliè" promosso dalla Regione Piemonte e organizzato dall'Associazione Piemontese Arte, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del Piemonte e con il sostegno della Compagnia di San Paolo.

La manifestazione rende omaggio a due significativi artisti la cui presenza è ancora attualissima: Nam June Paik (Seoul 1932 - Miami 2006) e Joseph Beuys (Krefeld 1921 - Düsseldorf 1986).
Dall'Occidente si ammirano opere di Corrado Ambrogio (Italia), Alfio Bonanno (Danimarca), Pino Castagna (Italia), Laura Castagno (Italia), Pietro Coletta (Italia), Franca Ghitti (Italia), Piero Gilardi (Italia), Ugo La Pietra (Italia), Richard Long (Gran Bretagna), Corrado Lorenzo (Italia), Carlo Maria Maggia (Italia), Giuliano Mauri (Italia), Fabrizio Plessi (Italia), Ulrich Rückriem (Germania), Nicola Salvatore (Italia), Livio Seguso (Italia), Luisa Valentini (Italia).
Dall'Oriente Changwei Chen (Cina), Insu Choi (Corea), Zijian Han (Cina), Kaname Harada (Giappone), Chiman Lai (Cina), Xiuqin Li (Cina), Masafumi Maita (Giappone), Eun Sun Park (Corea), Jung-kug Seo (Corea), Susumu Shingu (Giappone), Kei Takemata (Giappone), Yasuo Yoshikawa (Giappone).
In questa occasione la scultura si conferma protagonista nel panorama contemporaneo. Il suo legame con la natura diventa oggetto di studio e arricchisce di nuovi stimoli una ricerca che ne ha esplorato le correlazioni sia con la grandiosa architettura del Castello che con le sculture di epoca settecentesca presenti nel parco.
L'idea è quella di accostare Oriente e Occidente, in chiave originale, con il contributo di nomi di prima grandezza nello scenario artistico internazionale. Ne deriva un confronto obbiettivo tra culture in apparenza lontane ma concordi nell'esprimere la conflittualità che nasce dai mutamenti provocati da una natura "matrigna".
Con particolare sensibilità si affronta il tema dell'inquinamento ambientale: vetro, legno, granito e acciaio, in forme diverse, danno vita a creazioni ispirate dai danni sempre più gravi inferti dall'uomo alla natura stessa.
Luciano Caramel commenta: "a differenza della consueta tendenza delle mostre in parchi e giardini con connotazioni preminentemente o solo di decorazione, arredo e potenziamento delle sculture attraverso il fascino dell'ambiente, questa esposizione pone il rapporto tra scultura e natura tra autori diversi per intenzioni, interrogativi e radici, entro la larga 'forbice' del goethiano "L'arte è arte in quanto non è natura" e del suggestivo e provocatorio "beaux arbres - beaux arts" di norman de vries".

Nel suggestivo scenario della settecentesca residenza sabauda situata nelle colline del Canavese, luogo di villeggiatura estiva della Famiglia Reale alle porte di Torino, è stato girato il noto sceneggiato televisivo "Elisa di Rivombrosa".

In occasione della mostra viene pubblicato un esaustivo catalogo con testo critico di Luciano Caramel, Giovanni Cordero, Daniela Biancolini e Barbara Tuzzolino.


Livio Seguso, Foresta di luce, 2002, tronchi di olmo e frassino, vetro,
9 elementi, cm 203x500x250