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MILANO
Galleria Gruppo Credito Valtellinese
Corso Magenta, 59
17 novembre 2005 - 21 gennaio 2006




Un percorso
nella storia di artisti che hanno segnato in modo significativo
l'evoluzione dell'arte dall'immediato dopoguerra fino agli anni
'70. È questo il programma espositivo della mostra Gli "Affichistes"
tra Milano e Bretagna, promossa dal Gruppo Credito Valtellinese
per la Galleria di Corso Magenta a Milano.
Un
centinaio di opere esposte approfondisce il legame artistico e d'amicizia
tra François Dufrêne, Raymond Hains, Mimmo Rotella,
Jacques Villeglé e ci fanno scoprire Wolf Vostell,
Gil J Wolman e Jorn, che a loro volta hanno esplorato il collage
in seguito rielaborato nel décollage. Una ricca ed esaustiva
panoramica, dunque, sul gruppo di artisti per i quali, come spiega
il testo in catalogo di Alain Jouffroy, "i pittori non dovevano
più essere spiriti individuali, astratti, finiti, isolati
gli uno dagli altri e dalla realtà quotidiana della città
nella quale vivevano, ma dovevano, al contrario, partecipare alla
vita urbana, svelarne certi elementi particolarmente significativi,
compatibili con l'evoluzione della storia dell'arte".
L'esposizione offre diversi lavori di grande formato di oltre m
2x3 fra cui gli Affiches Lacérées di Villeglé
del '49 che anticipano la tipologia propria degli Affichistes, due
rare Marilyn del '63 e preziose piccole opere del primo Rotella
risalenti agli anni Cinquanta, come Roma del '58 e Mistico del '54.
Dal Frac Bretagne arriva Prix choc del '95, un'opera costituita
da 20 pannelli realizzata a quattro mani da Gilles Mahé e
Jacques Villeglé. Di Raymond Hains spiccano cinque serigrafie
di manifesti della 32ª e 33ª Biennale di Venezia e due
décollage su lamiera galvanizzata. Diversi i lavori con la
presenza di lettere alfabetiche come Mot Nu Mental del '64 di Dufrêne.
La
mostra consente di ammirare capolavori provenienti dai maggiori
musei francesi, quali Le Centre Pompidou, il MAMAC di Nizza e il
MAC di Marsiglia, il Musée d'Art Moderne Saint Etienne e
opere di importanti fondi regionali museali d'arte contemporanea:
il Frac Loren, il Frac Auvergne, il Frac Bourgogne e in particolare
il Frac Bretagne, che sottolinea il ruolo della regione francese
nella storia del Gruppo. Due principali artisti, Hains e Villeglé,
sono bretoni e la loro appartenenza a questo mondo è stata
determinata dalle prime esperienze vissute a Nantes e St. Malo.
La Bretagna infatti è depositaria delle memorie di Pierre
Restany che l'ha scelta come sede del proprio archivio, pur essendo
cittadino onorario di Milano, città che nel 1960 sotto il
suo sguardo ha visto la nascita al Nouveau Réalisme. Sempre
a Milano nel 1970 è stato celebrato il decimo compleanno
del movimento, durante un grande happening a cui hanno partecipato
Rotella, Villeglé, Hains e Dufrêne, di cui si ricorda
la performance di poesia sonora "parodia di un Duce ridicolizzato",
alla presenza di tutti i membri del Gruppo dei Nouveaux Réalistes:
Spoerri, Tinguely, Raysse, Niki de St. Phalle e Christo.
Dominique
Stella, curatrice della mostra sottolinea: "gli Affichistes
creano un movimento interno al Nouveau Réalisme e rappresentano
una ricerca compiuta in Francia e Italia da esponenti che hanno
scelto di esprimersi e di concepire l'opera artistica e poetica,
tramite il recupero di supporti pubblicitari già casualmente
reinterpretati da lacerazioni o invecchiamenti nel tempo, con l'intenzione
di un gesto rabbioso, di negazione e di contestazione del gesto
pittorico rappresentato dalle varie astrazioni gestuali.
Per gli Affichistes ciò che conta è la valorizzazione
artistica della realtà quotidiana, della città in
cui si vive, con lo scopo di rivelarne gli elementi significativi.
Utilizzano il supporto del manifesto lacerato, con varianti che
testimoniano la soggettività delle esperienze. La loro preistoria
risale a tre correnti diverse, ed ebbe inizio con Hains e Villeglé
i cui primi "furti" furono compiuti nel 1949 per realizzare
un grande affresco incollato su tela nel quale il manifesto costituisce
il 'medium pittorico'. Le loro prime esperienze si rifanno alla
fotografia e al filmato. François Dufrêne, compagno
di Hains e Villeglé, solo nel 1957 si associa al gesto dei
suoi amici proponendo il retro di affichage pubblico. Nel 1958 Restany
scopre Mimmo Rotella a Roma, le cui prime esperienze furono di poesia
sonora fonetica e di fotografia per poi passare al manifesto lacerato
prelevato come testimone plastico dell'ambiente urbano. Per Vostell
l'ispirazione è differente: l'arte risulta dal processo di
azione, cambiamento, rumore, e con i 'décollages' testimonia
l'impegno sociale".
Completa
l'esposizione un nutrito numero di documenti: libri, lettere e fotografie
che testimoniano la nascita, gli intrecci e l'evoluzione del movimento.
La
mostra è accompagnata da un catalogo edito dalla Fondazione
Gruppo Credito Valtellinese con testi di: Catherine Elkar, Alain
Jouffroy, Jean-Philippe Lemèe, Pierre Restany, Anne Richard,
Didier Semin, Dominique Stella, Patrick Beurard-Valdoye, Wolf Vostell.
Il
pubblico potrà visitare la mostra sul sito www.creval.it

Mimmo Rotella, L'adolescente, 1962, décollage su tela,
cm 28x23,5, collezione privata, foto di Paolo Vandrasch
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