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MILANO
Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline
Corso Magenta, 59
20 giugno - 9 agosto 1997
II
Gruppo Credito Valtellinese presenta nella Galleria del Refettorio
delle Stelline la mostra della Collezione Adami, 77 opere di cui
43 tele di grandi dimensioni e 34 disegni su carta, realizzati dall'artista
a partire dal 1983. Le opere esposte rappresentano, insieme ai lavori
di Mengs, Appiani, Mirò, Giacometti, Steinberg e altri non
presenti in mostra, il Fondo, la garanzia economica, oltre che culturale,
dell'lnstitut du Dessin Fondation Adami, la cui sede sarà
aperta a Meina sul Lago Maggiore.
Voluta dall'artista nell'agosto 1995 con una vocazione europea,
ospiterà in forma permanente le opere del Fondo, che prima
di trovare la loro collocazione stabile saranno esposte a Milano
alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese e in seguito a Tel Aviv,
Miami e Buenos Aires.
Anche
se la pittura di Valerio Adami non si lascia facilmente chiudere
in rigide categorie interpretative, le opere del Fondo, corrispondono
a diversi orizzonti tematici: le Narrazioni mitologiche, con la
Pentesilea del 1994, i Ritratti, con L'Autoritratto, che risale
al 1983 e il Ritratto di Vittorio Alfieri del 1995, i Quadri Politici,
e poi ancora quelli letterari, I paesaggi allegorici, i Quadri di
un viaggiatore e infine i Capricci.
La
Fondazione Adami è un'Istituzione autonoma senza finalità
di lucro dedicata alla pratica e alla teoria del disegno. Insieme
a un gruppo di amici, Lucien Frydlender, Dr. Markus Hasler, Guido
Artom, Ralph Nash, Emilio Tadini, Gilberto Gabrielli, Giovanni Rubboli,
Adami delinea un'identità culturale capace di rispondere,
attraverso lo spazio della riflessione e della pratica, all'attuale
situazione artistica sempre più messa in discussione sui
più svariati fronti: culturale, economico, strutturale, organizzativo.
Tutti sappiamo che negli ultimi anni il sistema dell'arte è
stato colpito non solo da una crisi economica, ma soprattutto da
una crisi di identità. Tale crisi ha messo a rischio il pensiero
che stava alla base dell'arte moderna, e spesso anche i sistemi
di legittimazione che le opere d'arte moderna erano solite trovare
nel Museo. La difficoltà dell'arte oggi consiste soprattutto
in questo: nella perdita di autonomia di un pensiero libero.
Ecco
così che un artista come Valerio Adami costituisce una Fondazione
non finalizzata all'autocelebrazione, ma strumentale a un progetto
che corrisponde esattamente a ciò che maggiormente manca
all'arte e alle sue istituzioni: il luogo della ricerca e della
riflessione.
La Fondazione è intesa da Adami non come Museo, quale luogo
di pura conservazione delle opere e dei valori artistici, ma come
luogo di studio attivo e teso a sottolineare la necessità
del disegno come pratica e teoria, un disegno non solo inteso come
rappresentazione delle arti figurative, ma come momento fondamentale
del progetto di ogni sapere quali quelli economico, politico e scientifico.
La Fondazione si prefigge, attraverso esposizioni, seminari e scuole
di disegno di "aprire uno spazio libero e indipendente, destinato
a promuovere l'amore per il disegno e per il pensiero". A tale
proposito si sono raccolti intorno all'lstituto del Disegno, come
Comitato scientifico, personalità internazionali quali Daniei
Arasse, Luciano Berio, Guido Canella, Jaques Derrida, Jaquec Dupin,
Carlos Fuentes, Saul Steinberg, Emilio Tadini.
Questa
mostra bene ci inserisce nei programmi espositivi della Galleria
Gruppo Credito Valtellinese che da dieci anni svolge un'attività
no profit nel campo dell'arte contemporanea. II tema delle fondazioni
è particolarmente vivo a Milano ed è stato oggetto
di una recente tavola rotonda ospitata nel contesto della mostra
dedicata a Max Ernst.
Valerio
Adami, nato a Bologna nel 1935, è uno dei pittori italiani
più stimato nel panorama internazionale dell'arte. Inizia
a dipingere a Venezia nel 1945 con il pittore Felice Carena. Nel
1951 incontra Kokoschka e nel medesimo anno si dedica allo studio
del disegno con Achille Funi all'Accademia di Belle Arti di Brera.
Dal 1958 soggiorna per lunghi periodi in diversi paesi europei e
compie numerosi viaggi in tutto il mondo.
Dopo
aver vissuto per anni a Parigi e New York, nel 1990 Adami elegge
a luogo di residenza estiva il Lago Maggiore.
La pittura di Adami si caratterizza attraverso un acceso cromatismo
e soprattutto un segno, un disegno incisivo, necessario.
I lavori di Adami nascono come possibili montaggi che hanno come
punto di partenza la memoria (il viaggio, i paesaggi, le esperienze,
le immagini) e in quanto montaggi tendono a costruire un'opera che
risponde alle esigenze della sensibilità e della cultura,
alla sedimentazione dei dati reali e all'introiezione. In Adami
il punto di forza sta proprio nell'aver saputo utilizzare tali elementi
non in favore di un testo letterario, ma di un linguaggio pittorico.
La
mostra è a cura di Loredana Parmesani.
II
catalogo è pubblicato da Skira Editore.
Con
il patrocinio della Provincia di Milano Settore Cultura

Valerio
Adami, Per un anniversario, 1994,
acrilico su tela, cm 198x147
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